La Parola di Dio. Lampada ai miei passi Luce sul mio cammino!

17 Febbraio 2022 0 Di Don Savino D'Amelio
I Lettura Gc. 2,1,9
Ascoltate, fratelli miei carissimi: Dio non ha forse scelto i poveri agli occhi del mondo, che sono ricchi nella fede ed eredi del Regno, promesso a quelli che lo amano? Voi invece avete disonorato
il povero! Non sono forse i ricchi che vi opprimono e vi trascinano davanti ai tribunali? Non sono loro che bestemmiano il bel nome che è stato invocato sopra di voi? Certo, se adempite quella che,
secondo la Scrittura, è la legge regale: «Amerai il prossimo tuo come te stesso», fate bene. Ma se fate favoritismi personali, commettete un peccato e siete accusati dalla Legge come trasgressori.
 
VANGELO Mc.8,27-33
Gesù partì con i suoi discepoli verso i villaggi intorno a Cesarèa di Filippo, e per la strada interrogava i suoi discepoli dicendo: «La gente, chi dice che io sia?». Ed essi gli risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elìa e altri uno dei profeti». Ed egli domandava loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro gli rispose: «Tu sei il Cristo». E ordinò loro severamente di non parlare di lui ad alcuno.
E cominciò a insegnare loro che il Figlio dell’uomo doveva soffrire molto ed essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e, dopo tre giorni, risorgere. Faceva questo discorso apertamente. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo. Ma egli, voltatosi e guardando i suoi discepoli, rimproverò Pietro e disse: «Va’ dietro a me, Satana! Perché
tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini».
 
«Ma voi, chi dite che io sia?». Diverse volte durante l’anno ci viene proposto questo episodio del Vangelo, nella versione dei diversi evangelisti; ma questa è una domanda che dobbiamo pensare
venga posta a ciascuno di noi da Gesù continuamente: “Tu cosa dici di me, cosa pensi di me?” La risposta non può essere una formula imparata a memoria, (S. Pietro risponde in modo esatto perché illuminato, non perché convinto, tant’è che poco dopo…) ma deve essere frutto di una esperienza della nostra vita vissuta in e con Cristo, deve derivare da una conoscenza profonda che parte dalla fede e dall’adesione a Lui, per cui la risposta, man mano che aumenta la nostra conoscenza, è diversa. La conoscenza deriverà da un dialogo personale con Cristo, dal capire la sua volontà, i suoi progetti: “che il Figlio dell’uomo doveva soffrire molto ed essere rifiutato…venire ucciso e, dopo tre giorni, risorgere”. Se pensiamo al Cristo dei miracoli…delle belle frasi…se lo svuotiamo del percorso sul Calvario…noi Cristo non lo conosciamo affatto, se la nostra fede non è operosa, se la nostra vita non dipende dalla sua Parola…non lo conosceremo mai, saremo degli illusi.