Rendimi la gioia della tua salvezza.TEMPO DI PASQUA 2022

I Lettura Is.58,1-9
Così dice il Signore: “Questo il digiuno che voglio: sciogliere le catene inique, togliere i legami del giogo, rimandare liberi gli oppressi e spezzare ogni giogo… dividere il pane con l’affamato, introdurre in casa i miseri, senza tetto, vestire uno che vedi nudo, senza trascurare i tuoi parenti. Allora la tua luce sorgerà come l’aurora, la tua ferita si rimarginerà presto. Davanti a te camminerà la tua giustizia, la gloria del Signore ti seguirà. Allora invocherai e il Signore ti risponderà, implorerai aiuto ed egli dirà: “Eccomi!”».

VANGELO Mt.9,14-15
Si avvicinarono a Gesù i discepoli di Giovanni e gli dissero: «Perché noi e i farisei digiuniamo molte volte, mentre i tuoi discepoli non digiunano?». E Gesù disse loro: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno».

Il digiuno è una delle pratiche che era in vigore nell’Antico Testamento ed anche la Chiesa invita a praticarlo; perché valga la pena osservarlo è necessario capirne il senso e il modo di viverlo; anche Gesù non solo ha digiunato per quaranta giorni e quaranta notti ed anche altre volte, ma anche nella risposta ai discepoli del Battista prevede il digiuno “quando lo sposo sarà loro tolto”. Se diventa fine a sé stesso, se diventa una pratica legalistica non serve assolutamente a nulla; se lo si pratica per “dividere il proprio pane con l’affamato, per condividere la povertà degli altri, per riprendere il dominio di sé, essendosi accorti che il cibo, il bere, il vestito sono diventati i padroni della nostra vita, ci hanno fatto “perdere lo Sposo”, ci hanno fatto perdere la gioia vera…allora sì è un mezzo adatto, gradito e benedetto da Dio. Impariamo a digiunare!