Rendimi la gioia della tua salvezza. TEMPO DI PASQUA 2022

19 Marzo 2022 0 Di Don Savino D'Amelio

I Lettura 2 Sam, 7,4-5 e seg.
Fu rivolta a Natan questa parola del Signore: «Va’ e di’ al mio servo Davide: Così dice il Signore: “Quando i tuoi giorni saranno compiuti e tu dormirai con i tuoi padri, io susciterò un tuo discendente dopo di te, uscito dalle tue viscere, e renderò stabile il suo regno. Egli edificherà una casa al mio nome e io renderò stabile il trono del suo regno per sempre. Io sarò per lui padre ed egli sarà per me figlio.

II Lettura Rom.4,13.16-18.22
Fratelli, non in virtù della Legge fu data ad Abramo, o alla sua discendenza, la promessa di diventare erede del mondo, ma in virtù della giustizia che viene dalla fede. Eredi dunque si diventa in virtù della fede, perché sia secondo la grazia, e in tal modo la promessa sia sicura per tutta la discendenza: non soltanto per quella che deriva dalla Legge, ma anche per quella che deriva dalla fede di Abramo, il quale è padre di tutti noi – come sta scritto: «Ti ho costituito padre di molti popoli» – davanti al Dio nel quale credette, che dà vita ai morti e chiama all’esistenza le cose che non esistono.

VANGELO Mt.1,16.18-21.24
Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù, chiamato Cristo. Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati». Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore.

La solennità di San Giuseppe ci invita a riflettere la nostra vita sulla sua, specchio esemplare.

  • Nei Vangeli non troviamo una sola parola detta da Giuseppe, è l’uomo del silenzio che però custodisce la Parola.
  • E’ l’uomo di fede; porta all’apice la fede di Abramo, per cui Gesù Cristo si è incarnato; crede alla volontà di Dio
    manifestata nei sogni (cosa c’è di più flebile di un sogno?) e la attualizza: ascolta e mette in pratica, per questo
    è beato “Beati piuttosto coloro che ascoltano la Parla di Dio e la mettono in pratica”(Lc.11,27-28).
  • E’ l’uomo giusto “poiché era uomo giusto” , cioè santo, e compie solo opere sante, ispirate da Dio.
  • E’ padre: esprime in pienezza la paternità prendendosi cura del figlio, pur sapendo che non gli appartiene
    fisicamente, mette tutta la sua vita a servizio del Figlio del Padre nel Mistero della salvezza.
    Quanto la nostra vita rispecchia la vita di San Giuseppe?

Approfitto di questo spazio, non potendoli fare personalmente, sia perché siete tantissimi, sia perché sono in missione in Perù, come sapete, per fare gli auguri per l’onomastico prima di tutto ai miei Confratelli che portano il nome Giuseppe, poi a tutti voi, parenti ed amici, che portate il nome di Giuseppina, Pina…Giuseppe, Pino …ma anche a tutti i papà, fisici e spirituali, che possiate esprimere al meglio la vostra paternità. Auguri a mille accompagnati dalla mia preghiera.

Infine vi invito a pregare e a gioire perché oggi qui in Perù un giovane, IVAN ENRIQUE CJUMO SOLIS , si consacra a Dio con i Voti Temporanei nella Famiglia dei Discepoli. Gloria a Dio e grazie alle persone che pregano per le vocazioni attraverso il Movimento Vocazionale TABOR e i Gruppi GIV.