Rendimi la gioia della tua salvezza. TEMPO DI PASQUA 2022

13 Aprile 2022 0 Di Don Savino D'Amelio

I Lettura Is. 50,4-9
Il Signore Dio mi ha dato una lingua da discepolo, perché io sappia indirizzare una parola allo sfiduciato. Ogni mattina fa attento il mio orecchio perché io ascolti come i discepoli. Il Signore Dio mi ha aperto l’orecchio e io non ho opposto resistenza, non mi sono tirato indietro. Ho presentato il mio dorso ai flagellatori, le mie guance a coloro che mi strappavano la barba; non ho sottratto la faccia agli insulti e agli sputi.

VANGELO Mt.26,14-25
Il primo giorno degli Ázzimi, i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero: «Dove vuoi che prepariamo per te, perché tu possa mangiare la Pasqua?». Ed egli rispose: «Andate in città da un tale e ditegli: “Il Maestro dice: Il mio tempo è vicino; farò la Pasqua da te con i miei discepoli”». I discepoli fecero come aveva loro ordinato Gesù, e prepararono la Pasqua. Venuta la sera, si mise a tavola con i Dodici. Mentre mangiavano, disse: «In verità io vi dico: uno di voi mi tradirà». Ed essi, profondamente rattristati, cominciarono ciascuno a domandargli: «Sono forse io, Signore?». Ed egli rispose: «Colui che ha messo con me la mano nel piatto, è quello che mi tradirà. Il Figlio dell’uomo se ne va, come sta scritto di lui; ma guai a quell’uomo dal quale il Figlio dell’uomo viene tradito! Meglio per quell’uomo se non fosse mai nato!». Giuda, il traditore, disse:
«Rabbì, sono forse io?». Gli rispose: «Tu l’hai detto».

Oggi è Matteo a presentarci dal suo punto di vista, il racconto della Cena Pasquale e il tradimento di Giuda. L’accento sul tradimento è posto su: “Uno di voi mi tradirà”, cioè all’interno del gruppo dei discepoli, degli intimi, ed è questo che rende più tragico l’atto. Cerchiamo di soffermarci su una costatazione: la sofferenza
maggiore, sia negli organismi sociali che nelle persone, non è quella che viene dall’esterno, ma quella che viene dall’interno; Benedetto XVI lo affermò tornando da Fatima: “le sofferenze della Chiesa vengono proprio dall’interno della Chiesa dal peccato che esiste nella Chiesa”; le persecuzioni hanno fortificato la fede della
Chiesa, gli scismi sono accaduti per il male della Chiesa. La stessa cosa accade nella nostra vita famigliare o sociale: la sofferenza e il pericolo della distruzione non viene dalle aggressioni esterne, quelle rafforzano lo spirito di corpo, tirano fuori l’autenticità dei valori; ciò che demolisce, distrugge una famiglia o una società
sono le invidie, le gelosie i rancori, la bramosia di interessi ecc. La stessa cosa possiamo dire di ogni persona: ciò che toglie dignità ad una persona, che gli procura una vera sofferenza, fino alla morte non sono i mali esterni, ma il male interiore, il vizio, come un tumore occulto che ti distrugge senza che te ne accorga se
non quando non c’è più nulla da fere. Giuda quando si è reso conto della gravità del tradimento non ha avuto più la forza di convertirsi…Signore, che tutto perdoni, dammi la forza di riconoscere i miei peccati e il coraggio di convertirmi.