Rendimi la gioia della tua salvezza. TEMPO DI PASQUA 2022

17 Maggio 2022 0 Di Don Savino D'Amelio

I Lettura At.14,19-28

In quei giorni, giunsero [a Listra] da Antiòchia e da Icònio alcuni Giudei, i quali persuasero la folla. Essi lapidarono Paolo e lo trascinarono fuori della città, credendolo morto. Allora gli si fecero attorno i discepoli ed egli si alzò ed entrò in città. Il giorno dopo partì con Bàrnaba alla volta di Derbe. Dopo aver annunciato il Vangelo a quella città e aver fatto un numero considerevole di discepoli, ritornarono a Listra, Icònio e Antiòchia, confermando i discepoli ed esortandoli a restare saldi nella fede «perché – dicevano – dobbiamo entrare nel regno di Dio attraverso molte tribolazioni». Designarono quindi per loro in ogni Chiesa alcuni anziani e, dopo avere pregato e digiunato, li affidarono al Signore, nel quale avevano creduto.

Vangelo Gv. 14,27-31

Gesù disse ai suoi discepoli: «Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore. Avete udito che vi ho detto: “Vado e tornerò da voi”. Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me. Ve l’ho detto ora, prima che avvenga, perché, quando avverrà, voi crediate. Non parlerò più a lungo con voi, perché viene il prìncipe del mondo; contro di me non può nulla, ma bisogna che il mondo sappia che io amo il Padre, e come il Padre mi ha comandato, così io agisco».

“Vi do la mia pace. Non come la dà il mondo”: la pace che dà il Cristo non è quella apparente, provvisoria, interessata che ci può venire da qualcuno, ma è uno stato profondo di serenità, di gioia,
di amore che dà la capacità di affrontare anche situazioni dolorose, avversioni, persecuzioni per la fede; quanti martiri in tutte le epoche e in tutte le parti del mondo hanno affrontato il martirio
con il sorriso, apponto con la pace nel cuore. La pace non è un prodotto umano, ma è dono di Dio e questo non viene mai meno perché non vedremmo mai gli altri come nemici, non rincorreremmo il potere che innesca il conflitto, ma il servizio che invece ci fa incontrare l’altro e ce lo fa amare.