Rendimi la gioia della tua salvezza. TEMPO DI PASQUA 2022

22 Maggio 2022 0 Di Don Savino D'Amelio

Lettura At.15,1-2.22-29
«Gli apostoli e gli anziani, vostri fratelli, ai fratelli di Antiòchia, di Siria e di Cilìcia, che provengono dai pagani, salute! Abbiamo saputo che alcuni di noi, ai quali non avevamo dato nessun incarico, sono venuti a turbarvi con discorsi che hanno sconvolto i vostri animi. Ci è parso bene perciò, tutti d’accordo, di scegliere alcune persone e inviarle a voi insieme ai nostri carissimi Bàrnaba e Paolo, uomini che hanno rischiato la loro vita per il nome del nostro Signore Gesù Cristo. Abbiamo dunque mandato Giuda e Sila, che vi riferiranno anch’essi, a voce, queste stesse cose. È parso bene, infatti, allo Spirito Santo e a noi, di non imporvi altro obbligo al di fuori di queste cose necessarie: astenersi dalle carni offerte agl’idoli, dal sangue, dagli animali soffocati e dalle unioni illegittime.
Farete cosa buona a stare lontani da queste cose. State bene!».

II Lettura Ap.21,10-14.22-23
L’angelo mi trasportò in spirito su di un monte grande e alto, e mi mostrò la città santa, Gerusalemme, che scende dal cielo, da Dio, risplendente della gloria di Dio. In essa non vidi alcun tempio il Signore Dio, l’Onnipotente, e l’Agnello sono il suo tempio. La città non ha bisogno della luce del sole, né della luce della luna: la gloria di Dio la illumina e la sua lampada è l’Agnello.

Vangelo Gv. 14,23-29.
Gesù disse «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato. Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto. Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore.

La pagina del Vangelo di oggi è la parte finale del primo discorso di addio di Gesù: è il testamento di Gesù, cioè che vuole che noi facciamo; Gesù è venuto nel mondo, per volere del Padre, per operare la Rivelazione e la Salvezza, atto supremo di amore di Dio per il bene supremo dell’uomo; il testamento, lo sappiamo, è il meglio che un genitore o un parente o altri possano disporre per un beneficiario (normalmente!) quello che ci indica è la via migliore per realizzare la propria salvezza, ma anche la propria dignità di uomo. Ma il discorso di addio apre anche al dono dello Spirito Santo che, come è stato per la sua missione il principale sostenitore, così lo sarà per tutti i battezzati; è lui il Maestro interiore, è Lui la forza, la luce, la sapienza, il Consigliere ammirabile che condurrà ogni battezzato che si affida a Lui a costruire il Regno di Dio, a far sì che il Padre continui ad amare le creature e a far sì che le creature dimorino in Lui.