La tua Parola mi fa vivere. TEMPO per ANNUM

18 Giugno 2022 0 Di Don Savino D'Amelio

I Lettura 2 Cr. 24,17-25
Lo spirito di Dio investì Zaccarìa, figlio del sacerdote Ioiadà, che si alzò in mezzo al popolo e disse: «Dice Dio: “Perché trasgredite i comandi del Signore? Per questo non avete successo; poiché avete abbandonato il Signore, anch’egli vi abbandona”».

Vangelo Mt.6,24-34.
Gesù disse ai suoi discepoli: «Nessuno può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza. Perciò io vi dico: non preoccupatevi per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito? Non preoccupatevi dunque dicendo: “Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?”. Di tutte queste cose vanno in cerca i pagani. Il Padre vostro celeste, infatti, sa che ne avete bisogno. Cercate invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. Non preoccupatevi dunque del domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. A ciascun giorno basta la sua pena».

Ho trovato questo aneddoto e ve lo propongo quale stimolo a riflettere sul richiamo di Gesù: “Nessuno può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza”. Un gruppo di universitari libanesi in visita ad un vecchio saggio sulla montagna, pacifico e felice nella sua evidente povertà. “Parlaci del denaro”, chiedono i giovani. Il saggio sorride e dice: “Guardate attraverso il vetro della mia finestra. Che cosa vedete?”. “Il cielo, il sole, la montagna, gli alberi, la gente che passa…”. Il saggio, allora, tende loro, un piccolo specchio e dice: “Guardate in questo specchio. Che cosa vedete?”. “I nostri volti, evidentemente”, rispondono i giovani, meravigliati. Il saggio riprende lo specchio, vi toglie la lamina d’argento e lo porge di nuovo ai suoi visitatori. “Ed ora, che cosa vedete?”. “Questo specchio non è che un vetro, dicono, non ci si vede più, ma si vedono gli altri”. Credo che abbiate capito come loro hanno capito.