La tua Parola mi fa vivere. TEMPO per ANNUM

23 Agosto 2022 0 Di Don Savino D'Amelio

I Lettura 2Ts.2,1-3.13-17
Noi dobbiamo sempre rendere grazie a Dio per voi, fratelli amati dal Signore, perché Dio vi ha scelti come primizia per la salvezza, per mezzo dello Spirito santificatore e della fede nella verità. A questo egli vi ha chiamati mediante il nostro Vangelo, per entrare in possesso della gloria del Signore nostro Gesù Cristo. Perciò, fratelli, state saldi e mantenete le tradizioni che avete appreso sia dalla nostra parola sia dalla nostra lettera. E lo stesso Signore nostro Gesù Cristo e Dio, Padre nostro, che ci ha amati e ci ha dato, per sua grazia, una consolazione eterna e una buona speranza, conforti i vostri cuori e li confermi in ogni opera e parola di bene.

Vangelo Mt. 23,23-26
Gesù parlò dicendo: «Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pagate la decima sulla menta, sull’anéto e sul cumìno, e trasgredite le prescrizioni più gravi della Legge: la giustizia, la misericordia e la fedeltà. Queste invece erano le cose da fare, senza tralasciare quelle. Guide cieche, che filtrate il moscerino e ingoiate il cammello! Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pulite l’esterno del bicchiere e del piatto, ma all’interno sono pieni di avidità e d’intemperanza. Fariseo cieco, pulisci prima l’interno del bicchiere,
perché anche l’esterno diventi pulito!».

La relazione con Dio, chiaramente, non può realizzarsi con comportamenti esteriori, di facciata; il rapporto con Dio, essendo rapporto di persone, si deve basare sulla verità, sulla conoscenza dell’altro, sulle sue volontà. Le priorità di Dio sono “la giustizia, la misericordia e la fedeltà” che dicono il modo di costruire un mondo sempre nuovo, di costruire relazioni umane autentiche, basate sulla carità che racchiude le altre tre virtù. Tutto ciò che non si costruisce partendo da questi principi, è ipocrisia, è cecità, è prendere in giro se stessi, nella convinzione di accontentare Dio, di poter vivere nel compromesso; allora il rimprovero che Gesù fa agli scribi e farisei lo condividiamo, salvo a comportarci molte volte peggio di loro.