La tua Parola mi fa vivere. TEMPO per ANNUM

25 Agosto 2022 0 Di Don Savino D'Amelio

I Lettura 1Cor.1,1-9
Rendo grazie continuamente al mio Dio per voi, a motivo della grazia di Dio che vi è stata data in Cristo Gesù, perché in lui siete stati arricchiti di tutti i doni, quelli della parola e quelli della
conoscenza. La testimonianza di Cristo si è stabilita tra voi così saldamente che non manca più alcun carisma a voi, che aspettate la manifestazione del Signore nostro Gesù Cristo.Egli vi renderà saldi sino alla fine, irreprensibili nel giorno del Signore nostro Gesù Cristo. Degno di fede è Dio, dal quale siete stati chiamati alla comunione con il Figlio suo Gesù Cristo, Signore nostro!

Vangelo Mt.24,42-51
Gesù disse ai suoi discepoli: «Vegliate, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro,veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo. Chi è dunque il servo fidato e prudente, che il padrone ha messo a capo dei suoi domestici per dare loro il cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così! Davvero io vi dico: lo metterà a capo di tutti i suoi beni. Ma se quel servo malvagio dicesse in cuor suo: “Il mio padrone tarda”, e cominciasse a percuotere i suoi compagni e a mangiare e a bere con gli ubriaconi, il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l’aspetta e a un’ora che non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli ipocriti: là sarà pianto e stridore di denti».

“Vegliate…” è un invito che ci viene rivolto diverse volte dalla Parola di Dio durante il corso dell’anno. C’è un modo di vegliare che può essere dettato dalla paura, ma questo fa vivere malamente, sempre in tensione, la paura, genera lo stress; c’è un rimandare sempre il tempo della veglia al domani: questo induce a vivere sempre di compromessi, a non prendere decisioni, a non vivere lo stile del cristiano, che è quello di vivere in uno stato permanente di “conversione”. C’è infine una “veglia” che è dettata dall’amore, si opera la carità, è una veglia, diciamo, attiva, vive nella gioia, nella ricerca del bello e del buono, la preoccupazione di queste persone è quella di piacere al Signore, come in una bella relazione sponsale.