La tua Parola mi fa vivere. TEMPO per ANNUM

2 Settembre 2022 0 Di Don Savino D'Amelio

I lettura 1 Cor.4,1-5
Fratelli, ognuno ci consideri come servi di Cristo e amministratori dei misteri di Dio. Ora, ciò che si richiede agli amministratori è che ognuno risulti fedele. A me però importa assai poco di venire
giudicato da voi o da un tribunale umano; anzi, io non giudico neppure me stesso, perché, anche se non sono consapevole di alcuna colpa, non per questo sono giustificato. Il mio giudice è il Signore!

Vangelo Lc.5,33-39
I farisei e i loro scribi dissero a Gesù: «I discepoli di Giovanni digiunano spesso e fanno preghiere; così pure i discepoli dei farisei; i tuoi invece mangiano e bevono!». Gesù rispose loro: «Potete forse
far digiunare gli invitati a nozze quando lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto: allora in quei giorni digiuneranno». Diceva loro anche una parabola: «Nessuno strappa un pezzo da un vestito nuovo per metterlo su un vestito vecchio; altrimenti il nuovo lo strappa e al vecchio non si adatta il pezzo preso dal nuovo. E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi; altrimenti il vino nuovo spaccherà gli otri, si spanderà e gli otri andranno perduti. Il vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi. Nessuno poi che beve il vino vecchio desidera il nuovo, perché dice: “Il vecchio è gradevole!”

“ Servi di Cristo e amministratori dei misteri di Dio” la grande missione del cristiano, che la si svolge bene nella misura della consapevolezza della grandezza di quanto ci è affidato.
Anche la partecipazione al “banchetto nuziale di Dio dove il povero è re” (titolo di un libro di Daniel Ange) richiama la consapevolezza, la gioia, il sentirsi tutto in Cristo sposo. II digiuno, la mortificazione insieme alla preghiera non sono abolite, né sono fine a se stesse, ma vanno vissute in ordine alla purificazione per poter incontrare Dio e far festa.