Giovanni Paolo I beato: “Volto di una Chiesa lieta”

5 Settembre 2022 0 Di Carmela Romano

“Un pastore mite e umile”, ha detto Papa Francesco nell’omelia. “E’ riuscito a trasmettere la bontà del Signore. Indica una chiesa che non chiude mai le porte, non inasprisce i cuori, non è arrabbiata. Albino Luciani Giovanni Paolo I è beato! Lo ha proclamato Papa Francesco, domenica 4 settembre, all’inizio della solenne concelebrazione eucaristica in piazza San Pietro, davanti a migliaia di persone, provenienti da ogni parte del mondo, ed in numero significativo dal Veneto, soprattutto dalle diocesi legate al ministero sacerdotale ed episcopale del beato, capeggiati dal Governatore della Regione Veneto e dal Presidente della Repubblica Italiana. All’inizio dell’apertura della solenne Concelebrazione, il postulatore della causa, il cardinale Beniamino Stella ha letto una breve biografia di Giovanni Paolo I, a questa ha fatto seguito con la formula di rito, pronunciata dal Pontefice: “Noi, accogliendo il desiderio del Nostro Fratello Renato Marangoni, vescovo di Belluno-Feltre, di molti altri Fratelli nell’episcopato e di molti fedeli, dopo aver avuto il parere del dicastero delle Cause dei Santi, con la nostra Autorità apostolica concediamo che il venerabile Servo di Dio Giovanni Paolo I, papa, d’ora in poi sia chiamato Beato e che sia celebrato ogni anno nei luoghi e secondo le regole stabilite dal diritto, il 26 agosto”. Pochi minuti prima è stato scoperto dalla facciata della Basilica l’arazzo con il ritratto che mostra il Papa, ricordato da molti per il suo brevissimo pontificato. Di soli 33 giorni. L’autore dell’Arazzo è l’artista cinese Yan Zhang. La causa di beatificazione si è aperta il 23 novembre 2003 nella diocesi di Belluno-Feltre, dove papa Luciani nacque. Il 13 ottobre 2021 è stato approvato il miracolo, per sua intercessione: la guarigione inspiegabile scientificamente di una bambina argentina, Candela Giarda, in fin di vita per una malattia cerebrale, purtroppo assente a causa di un infortunio al piede che non le ha permesso di affrontare il lungo viaggio da Buenos Aires a Roma. La festa liturgica del nuovo beato sarà il 26 agosto, giorno della sua elezione a Papa nel 1978.La reliquia è stata portata all’altare. Si tratta dello scritto autografo di uno schema sulle tre virtù teologali, fede, speranza e carità, che poi Giovanni Paolo I usò per tre catechesi del mercoledì durante il suo breve pontificato. Papa Francesco ha sottolineato che il beato “ha vissuto nella gioia del Vangelo, senza compromessi, amando fino alla fine”. Questo è anche il motivo della sua santità. “Egli ha incarnato la povertà del discepolo – ha detto papa Fracnesco -, che non è solo distaccarsi dai beni materiali, ma soprattutto vincere la tentazione di mettere il proprio io al centro e cercare la propria gloria. Al contrario, seguendo l’esempio di Gesù, è stato pastore mite e umile”. Una delle caratteristiche del nuovo beato, ha aggiunto il Papa, citando uno scritto del già patriarca di Venezia, ‘considerava sé stesso come la polvere su cui Dio si era degnato di scrivere’. Questa è la ragione per cui era spinto ad affermare che: ‘Il Signore ha tanto raccomandato: siate umili. Anche se avete fatto delle grandi cose, dite: siamo servi inutili’” (Citazione tratta dall’Udienza Generale del 6 settembre 1978). Papa Francesco, riprendendo ancora le caratteristiche del beato, ha ancora affermato: “è riuscito a trasmettere la bontà del Signore. È bella una Chiesa con il volto lieto – questa la sottolineatura del Pontefice -, sereno e sorridente, che non chiude mai le porte, che non inasprisce i cuori, che non si lamenta e non cova risentimento, non è arrabbiata e insofferente, non si presenta in modo arcigno, non soffre di nostalgie del passato. Preghiamo questo nostro padre e fratello, chiediamo che ci ottenga ‘il sorriso dell’anima’; chiediamo, con le sue parole, quello che lui stesso era solito domandare: ‘Signore, prendimi come sono, con i miei difetti, con le mie mancanze, ma fammi diventare come tu mi desideri’” (citazione dall’Udienza Generale del 13 settembre 1978). La Chiesa tutta gioisce per questo nuovo beato, al quale la storia ha restituito il giusto profilo. Non ha conosciuto gli onori degli Altari perché sorridente o buono, ma perché ha vissuto eroicamente le virtù cristiane e ha fatto in modo che il suo breve pontificato fosse tempo profetico col quale la Chiesa di oggi basa la sua azione. Ricordiamo a questo proposito i sei punti del pontificato, che trovano nel magistero dei suoi successori e in Papa Francesco la giusta sintesi, ma che possono aiutare molto anche la nostra spiritualità quotidiana. Si tratta di una sceta pastorale e spirituale che si basa sul verbo volere.
Sei punti, evidenziati col verbo Volere. Profondi cambiamenti sono stati avviati col pontificato di un Papa che ha guidato la Chiesa solo 33 giorni:

  1. “Continuare nell’eredità del Concilio Vaticano II, mantenere intatta la disciplina della Chiesa, ricordare che il primo dovere è l’evangelizzazione;
  2. Vogliamo conservare intatta la grande disciplina della Chiesa […] sia nell’esercizio delle virtù evangeliche sia nel servizio dei poveri, degli umili, degli indifesi […];
  3. Vogliamo ricordare alla Chiesa intera che il suo primo dovere resta quello dell’evangelizzazione […];
  4. Vogliamo continuare lo sforzo ecumenico con attenzione a tutto ciò che può favorire l’unione […];
  5. Vogliamo proseguire con pazienza e fermezza in quel dialogo sereno e costruttivo […];
  6. Vogliamo infine favorire tutte le iniziative lodevoli e buone che possano tutelare e incrementare la pace nel mondo turbato