La tua Parola mi fa vivere. TEMPO per ANNUM

27 Settembre 2022 0 Di Don Savino D'Amelio

I Lettura Gb.3,1-3.11-17 e seg.
Giobbe aprì la bocca e maledisse il suo giorno. Prese a dire: «Perisca il giorno in cui nacqui e la notte in cui si disse: “È stato concepito un maschio!”. Perché dare la luce a un infelice e la vita a chi ha amarezza nel cuore, a quelli che aspettano la morte e non viene, che la cercano più di un tesoro, che godono fino a esultare e gioiscono quando trovano una tomba, a un uomo, la cui via è nascosta e che Dio ha sbarrato da ogni parte?».

Vangelo Lc.9,51-56
Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto, Gesù prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme e mandò messaggeri davanti a sé. Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per preparargli l’ingresso. Ma essi non vollero riceverlo, perché
era chiaramente in cammino verso Gerusalemme. Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?». Si voltò e li rimproverò. E si misero in cammino verso un altro villaggio.

“Gesù prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme”: questa frase ha un valore profondamente attuativo della missione di Gesù; Gerusalemme è il luogo della Passione, della morte e della Risurrezione cioè dell’attuazione del piano della redenzione e Gesù inizia il cammino con ferma decisione: per realizzare progetti importanti occorre sempre una decisione ferma. Poi Gesù si mette in cammino e non ci può essere nulla che lo fermi nella sua missione; è un monito per tutti noi, non ci sono scuse per rinunciare a realizzare il bene, a mettere in pratica i propositi, a chi interessa raggiungere un fine e ci crede fermamente, nulla è insormontabile. E Gesù nel cammino verso Gerusalemme incontra uomini e donne in attesa del Messia, uomini e donne che hanno bisogno di salvezza, di guarigione e di purificazione; e come Gesù anche noi siamo chiamati a “fare il bene sempre, ovunque e comunque”(P.Minozzi).