La tua Parola mi fa vivere. TEMPO per ANNUM

5 Ottobre 2022 0 Di Don Savino D'Amelio

I Lettura Gal.2,1-2.7-14
A me(Paolo) era stato affidato il Vangelo per i non circoncisi, come a Pietro quello per i circoncisi – poiché colui che aveva agito in Pietro per farne un apostolo dei circoncisi aveva agito anche in me per le genti –, e riconoscendo la grazia a me data, Giacomo, Cefa e Giovanni, ritenuti le colonne, diedero a me e a Bàrnaba la destra in segno di comunione, perché noi andassimo tra le genti e loro tra i circoncisi. Ci pregarono soltanto di ricordarci dei poveri, ed è quello che mi sono preoccupato di fare.

Vangelo Lc.11,1-4
Gesù si trovava in un luogo a pregare; quando ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli». Ed egli disse loro: «Quando pregate, dite: Padre, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno; dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano, e perdona a noi i nostri peccati, anche noi infatti perdoniamo a ogni nostro debitore, e non abbandonarci alla tentazione».

“«Signore, insegnaci a pregare”! E’ diverso dire “insegnaci delle preghiere” e “insegnaci a pregare”; la preghiera è, dovrebbe essere la caratteristica del cristiano, ma anche dell’uomo religioso in genere; essa manifesta la relazione con Dio, cosa è Dio per noi. Le nostre preghiere, dalla più semplice, il segno di croce, alla più profonda e impegnativa, il Padre nostro, vengono ”recitare”, peggio biascicate e poi addirittura ignorate perché non ne cogliamo l’efficacia. Gesù è il modello della preghiera, dalla sua preghiera al Padre nasce l’annuncio e la preghiera che insegna ai discepoli è la sintesi di tutto il Vangelo; la preoccupazione di Gesù è realizzare il Regno di Dio e il Padre nostro esprime questa preoccupazione, se non percepiamo questo non realizziamo alcuna relazione con Dio, perché la nostra relazione con Dio non è e non può essere formale, ma significativa e operativa, ecco perché ci invia, ci chiede di uscire.