La tua Parola mi fa vivere. TEMPO per ANNUM

22 Novembre 2022 Off Di Don Savino D'Amelio

I Lettura Ap14,14-19
Io, Giovanni, vidi: ecco una nube bianca, e sulla nube stava seduto uno simile a un Figlio d’uomo: aveva sul capo una corona d’oro e in mano una falce affilata. Un altro angelo uscì dal tempio, gridando a gran voce a colui che era seduto sulla nube: «Getta la tua falce e mieti; è giunta l’ora di mietere, perché la messe della terra è matura». Allora colui che era seduto sulla nube lanciò la sua falce sulla terra e la terra fu mietuta. Allora un altro angelo uscì dal tempio che è nel cielo, tenendo anch’egli una falce affilata. Un altro angelo, che ha potere sul fuoco, venne dall’altare e gridò a gran voce a quello che aveva la falce affilata: «Getta la tua falce affilata e vendemmia i grappoli della vigna della terra, perché le sue uve sono mature». L’angelo lanciò la sua falce sulla terra, vendemmiò la vigna della terra e rovesciò l’uva nel grande tino dell’ira di Dio.

Vangelo Lc.21,5-11
Mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, Gesù disse: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta». Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?». Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro! Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine». Poi diceva loro: «Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo.

Il tema di questi ultimi giorni dell’anno liturgico è sempre quello della fine delle cose materiali, anche se sono sacre, come il tempio rivestito di pietre preziose; dell’imprevedibilità di questo termine, del giudizio che ne seguirà per tutti, buoni e cattivi, seguaci di Cristo che lo hanno seguito incuranti anche delle persecuzioni, come Santa Cecilia che risponde ai soldati, che mettevano in risalto la sua bellezza: “Buoni giovani, morire non è perdere la propria gioventù ma cambiarla con una migliore; è come dare fango per ricevere oro”! e cattivi, che hanno rinnegato apertamente o concretamente il Cristo; ci sarà questa “falce” che mieterà buoni e cattivi per il giudizio finale, dove la misericordia, disponibile in tutti i giorni della via terrena, si muterà in giustizia. L’imprevedibilità della conclusione della vita la costatiamo tutti i giorni, né ci può interessare quando sarà la fine di tutte le cose, visto che tale fine coincide con la nostra fine! 

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