La tua Parola mi fa vivere. TEMPO per ANNUM

3 Dicembre 2022 0 Di Don Savino D'Amelio

I Lettura Is. 30,19-21.23-26
Popolo di Sion, che abiti a Gerusalemme, tu non dovrai più piangere. A un tuo grido di supplica il Signore ti farà grazia;appena udrà, ti darà risposta. Anche se il Signore ti darà il pane dell’afflizione e l’acqua della tribolazione, non si terrà più nascosto il tuo maestro; i tuoi occhi vedranno il tuo maestro, i tuoi orecchi sentiranno questa parola dietro di te: «Questa è la strada, percorretela», caso mai andiate a destra o a sinistra.

Vangelo Mt 9,35-38-10,1.6-8
Gesù percorreva tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni malattia e ogni infermità. Vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!». Chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità.

Gesù opera instancabilmente, insegnando, annunciando il vangelo, compiendo segni, ma soprattutto entra nel cuore della gente, sente la compassione, cioè partecipa alle sue sofferenze, ai suoi bisogni reali, e invita a pregare: Con la preghiera non risolviamo automaticamente i problemi, ma serve per entrare in sintonia con Dio, ad agire come agirebbe lui; agli apostoli e ai discepoli “diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni
malattia e ogni infermità”, quello che faceva Lui; l’impurità, le malattie, spesso frutto di nostri vizi, sono le realtà che deprimono le persone, non gli danno la possibilità di realizzare il senso della vita: come aiutarli?Attraverso la preghiera vera, non fatta di parole sbiascicate, di bla bla bla, si entra nella comunione con Dio e lo Spirito ci suggerirà “cosa dobbiamo dire e fare”. Anche oggi la messe è molto più abbondante degli operai; o Signore, assumi anche me tra i tuoi operai, aiutami a dar corpo oggi alla tua compassione; arruolami tra gli “operai della speranza”, che si preoccupano della presenza e non della pubblicità, che cercano la prossimità e non la ricompensa.