La tua Parola mi fa vivere. TEMPO per ANNUM

5 Dicembre 2022 0 Di Don Savino D'Amelio

I Lettura Is. 35,1-10
Si rallegrino il deserto e la terra arida, esulti e fiorisca la steppa. Come fiore di narciso fiorisca; sì, canti con gioia e con giubilo. Le è data la gloria del Libano, lo splendore del Carmelo e di Saron.
Essi vedranno la gloria del Signore, la magnificenza del nostro Dio. Irrobustite le mani fiacche, rendete salde le ginocchia vacillanti. Dite agli smarriti di cuore: «Coraggio, non temete! Ecco il vostro Dio, giunge la vendetta, la ricompensa divina. Egli viene a salvarvi».
Allora si apriranno gli occhi dei ciechi e si schiuderanno gli orecchi dei sordi. Allora lo zoppo salterà come un cervo, griderà di gioia la lingua del muto, perché scaturiranno acque nel deserto, scorreranno torrenti nella steppa.

Vangelo Lc.5,17-26
Un giorno Gesù stava insegnando. Sedevano là anche dei farisei e maestri della Legge, venuti da ogni villaggio della Galilea e della Giudea, e da Gerusalemme. E la potenza del Signore gli faceva operare guarigioni. Ed ecco, alcuni uomini, portando su un letto un uomo che era paralizzato, cercavano di farlo entrare e di metterlo davanti a lui. Non trovando da quale parte farlo entrare a
causa della folla, salirono sul tetto e, attraverso le tegole, lo calarono con il lettuccio davanti a Gesù nel mezzo della stanza. Vedendo la loro fede, disse: «Uomo, ti sono perdonati i tuoi peccati». Gli scribi e i farisei cominciarono a discutere, dicendo: «Chi è costui che dice bestemmie? Chi può perdonare i peccati, se non Dio soltanto?». Ma Gesù, conosciuti i loro ragionamenti, rispose: «Perché pensate così nel vostro cuore? Che cosa è più facile: dire “Ti sono perdonati i tuoi peccati”, oppure dire “Àlzati e cammina”? Ora, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere sulla terra di perdonare i peccati, dico a te – disse al paralitico –: àlzati, prendi il tuo lettuccio e torna a casa tua».Subito egli si alzò davanti a loro, prese il lettuccio su cui era disteso e andò a casa sua, glorificando Dio.

Al “GIA” e al “NON ANCORA” della nostra vita cristiana, già santi perché innestati in Cristo, già in cammino verso l’incontro definitivo…ma non ancora pronti, carenti ancora di santità, forse ancora “paralizzati” dalle nostre fragilità, dal nostro peccato, dal nostro vizio capitale da cui non sappiamo liberarci, viene incontro il Vangelo di oggi con questo singolare episodio ricco di spunti di riflessione:
– Solo Gesù può liberarci dalle nostre paralisi spirituali…a volte anche fisiche.
– Abbiamo bisogno di qualcuno che con coraggio, pagando di persona, ci porti a Gesù e noi,
umili e capaci di riconoscerci paralizzati ci lasciamo condurci da Lui.
– Anche noi dobbiamo essere attenti ai malati che ci circondano, non per giudicarli, ma per portarli
al Salvatore, pagando di persone tutto quello di cui c’è bisogno (ricordiamo anche il buon Samaritano).
– Abbiamo bisogno di fede, di fiducia nel Salvatore, che è Maestro, quindi va ascoltato, che è Dio
E ci ama per questo viene verso di noi sempre per salvarci, per liberarci.