La tua Parola mi fa vivere. TEMPO di AVVENTO

23 Dicembre 2022 0 Di Don Savino D'Amelio

I Lettura Mal.3,1-4.23-24
«Ecco, io manderò un mio messaggero a preparare la via davanti a me e subito entrerà nel suo tempio il Signore che voi cercate; e l’angelo dell’alleanza, che voi sospirate, eccolo venire, dice il Signore degli eserciti. Chi sopporterà il giorno della sua venuta? Chi resisterà al suo apparire? Egli è come il fuoco del fonditore e come la lisciva dei lavandai. Siederà per fondere e purificare l’argento; purificherà i figli di Levi, li affinerà come oro e argento, perché possano offrire al Signore un’offerta secondo giustizia. Allora l’offerta di Giuda e di Gerusalemme sarà gradita al Signore come nei giorni antichi, come negli anni lontani.

Vangelo Lc. 1,57-66
Per Elisabetta si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio. I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva manifestato in lei la sua grande misericordia, e si rallegravano con lei. Otto giorni dopo vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo con il nome di suo padre, Zaccarìa. Ma sua madre intervenne: «No, si chiamerà Giovanni». Le dissero: «Non c’è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome». Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse. Egli chiese una tavoletta e scrisse: «Giovanni è il suo nome». Tutti furono meravigliati. All’istante gli si aprì la bocca e gli si sciolse la lingua, e parlava benedicendo Dio. Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di tutte queste cose. Tutti coloro che le udivano, le custodivano in cuor loro, dicendo: «Che sarà mai questo bambino?». E davvero la mano del Signore era con lui.

«Che sarà mai questo bambino?». E davvero la mano del Signore era con lui” Questa è la conclusione del Vangelo di oggi; la domanda la pongono coloro che assistono all’evento dell’assegnazione del nome di “Giovanni” e della riacquistata capacità di parlare di Zaccaria; il commento dell’evangelista è un’affermazione lapidaria, certa “e davvero la mano del Signore era con lui”. Può sembrare una garanzia di protezione per tutta la vita, umanamente parlando, ma sappiamo che questa espressione non riguarda sicurezze umane, ma l’assistenza in quella che sarà la sua missione. Il bambino è stato dato come dono, il nome Giovanni significa “dono di Dio” agli anziani coniugi, ma il dono non è destinato a chiudersi ma è destinato ad una missione, che non può realizzarsi se non con la grazia di Dio. Questo accade per ciascuno di noi: Dio ci ha dato la vita e con essa un’immensità di doni che non possono essere bloccati in noi, tutto deve essere messo in movimento, tutto è destinato a realizzare una missione che non possiamo portare avanti se non con la grazia di Dio, “la mano del Signore è con noi”.