La tua Parola mi fa vivere. TEMPO di NATALE

25 Dicembre 2022 0 Di Don Savino D'Amelio

I Lettura Is. 0,1-6
Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce; su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse. Hai moltiplicato la gioia, hai aumentato la letizia. Gioiscono davanti a te come si gioisce quando si miete e come si esulta quando si divide la preda. Perché tu hai spezzato il giogo che l’opprimeva, Perché un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio. Sulle sue spalle è il potere e il suo nome sarà: Consigliere mirabile, Dio potente, Padre per sempre, Principe della pace.

II Lettura Tt.2,11-14
Figlio mio, è apparsa la grazia di Dio, che porta salvezza a tutti gli uomini e ci insegna a rinnegare l’empietà e i desideri mondani e a vivere in questo mondo con sobrietà, con giustizia e con pietà, nell’attesa della beata speranza e della manifestazione della gloria del nostro grande Dio e salvatore Gesù Cristo. Egli ha dato se stesso per noi, per riscattarci da ogni iniquità e formare per sé un popolo puro che gli appartenga, pieno di zelo per le opere buone.

Vangelo Lc. 2,15-20
Appena gli angeli si furono allontanati da loro, verso il cielo, i pastori dicevano l’un l’altro: “Andiamo dunque fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere”. Andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore. I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro.

“Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori”. Per contemplare il mistero del Natale abbiamo bisogno soprattutto della semplicità per stupirci davanti al suo messaggio; oggi, e in tutto il tempo di Natale,non c’è bisogno di parole ma di silenzio; Gesù è venuto verso di noi perché noi lo potessimo incontrare, ed è nato nella semplicità e nella povertà perché noi potessimo stupirci e non spaventarci. Gesù vuole essere incontrato e dall’incontro nasce la missione di annunciare “ciò che abbiamo veduto con i nostri occhi, ciò che abbiamo contemplato e ciò che le nostre mani hanno toccato, ossia il Verbo della vita” (1 Gv. 1,1) Qual è la nostra parte in questo Natale perché egli nasca veramente nel cuore dei nostri fratelli?

Rinnovo gli auguri a ciascuno di voi che mi leggete e ai vostri parenti ed amici:che il desiderio di Dio, il suo sogno, di fare di noi una nuova famiglia,di incontrarci per ridarci dignità, gioia, pace e salvezza ci trovi disponibili e attenti.
Auguri, buon Natale!