La tua Parola mi fa vivere. TEMPO di NATALE

26 Dicembre 2022 0 Di Don Savino D'Amelio

I Lettura At.6,10-12 e seg.
Stefano, pieno di grazia e di potenza, faceva grandi prodigi e segni tra il popolo. Allora alcuni della sinagoga detta dei Liberti, dei Cirenei, degli Alessandrini e di quelli della Cilìcia e dell’Asia,
si alzarono a discutere con Stefano, ma non riuscivano a resistere alla sapienza e allo Spirito con cui egli parlava. E così sollevarono il popolo, gli anziani e gli scribi, gli piombarono addosso, lo catturarono e lo condussero davanti al Sinedrio. Tutti quelli che sedevano nel Sinedrio, [udendo le sue parole,] erano furibondi in cuor loro e digrignavano i denti contro Stefano. Ma egli, pieno di Spirito Santo, fissando il cielo, vide la gloria di Dio e Gesù che stava alla destra di Dio e disse: «Ecco, contemplo i cieli aperti e il Figlio dell’uomo che sta alla destra di Dio».Allora, gridando a gran voce, si turarono gli orecchi e si scagliarono tutti insieme contro di lui, lo trascinarono fuori della città e si misero a lapidarlo. E i testimoni deposero i loro mantelli ai piedi di un giovane, chiamato Saulo. E lapidavano Stefano, che pregava e diceva: «Signore Gesù,accogli il mio spirito». Poi piegò le ginocchia e gridò a gran voce: «Signore, non imputare loro questo peccato». Detto questo, morì.

Vangelo Mt.10,17-22
Gesù disse ai suoi apostoli: «Guardatevi dagli uomini, perché vi consegneranno ai tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe; e sarete condotti davanti a governatori e re per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani. Ma, quando vi consegneranno, non preoccupatevi di come o di che cosa direte, perché vi sarà dato in quell’ora ciò che dovrete dire: infatti non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi.

Oggi la Chiesa festeggia Santo Stefano, “il cui martirio contiene gli ingredienti di ogni martirio cristiano: la rettitudine del perseguitato, l’odio e la violenza da parte dei nemici e dei persecutori e il perdona da parte del martire morente. E sono gli stessi ingredienti della croce di Gesù, modello di ogni martirio. L’apparenza decreta la vittoria dei violenti, ma la realtà capovolge l’apparenza: chi sembrava sconfitto, alla fine vince, perché l’odio sfuma e si ritorce contro chi lo cova, mentre l’amore si impone nel tempo e stabilisce la grandezza di chi sembrava soccombere. L’odio brucia gli stessi odiatori, mentre l’amore conserva ed esalta la memoria di chi ha amato. Non poteva esserci contrasto più forte: ieri, giorno del Natale di Gesù, tutto dorato… oggi giorno della nascita al cielo di Stefano, tutto rosso; ieri la festa del re…oggi la festa del soldato”.
(Mons. Erio Castellucci)