La tua Parola mi fa vivere. TEMPO di NATALE

3 Gennaio 2023 0 Di Don Savino D'Amelio

I Lettura 1 Gv. 2,29-3,6.
Carissimi, noi fin d’ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato. Sappiamo però che quando egli si sarà manifestato, noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è. Chiunque ha questa speranza in lui, purifica se stesso, come egli è puro. Chiunque commette il peccato, commette anche l’iniquità, perché il peccato è l’iniquità. Voi sapete che egli si manifestò per togliere i peccati e che in lui non vi è peccato. Chiunque rimane in lui non pecca; chiunque pecca non l’ha visto
né l’ha conosciuto.

Vangelo Gv. 1,29-36
Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! Egli è colui del quale ho detto: “Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me”. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua, perché egli fosse manifestato a Israele». Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”. E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».

Ieri nel brano del Vangelo si è visto Giovanni Battista farsi testimone di una persona, una persona non ancora nota, ma che ben presto sarebbe stata riconosciuta. Nel brano di oggi, Giovanni Battista riconosce Gesù nascosto tra la folla e lo addita profeticamente: “Ecco l’agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo!… io ho visto e ho reso testimonianza che questi è il Figlio di Dio”. Lo testimonia come Salvatore e Messia.
Ieri ancora scrivevo che ognuno di noi è chiamato a testimoniare il Cristo e il Vangelo; oggi aggiungo che ognuno lo può testimoniare con la lucidità e la forza della sua esperienza di Cristo, con la forza della sua spiritualità, senza di questa o non c’è testimonianza o è inconsistente, inefficace poco o per nulla luminosa.
Un esempio della personale esperienza e della sua forza di testimonianza ci è dato da S. Bernardino di Siena: fu lui, nel XV secolo, a dare forza ed immagine al SS.mo NOME DI GESU’ con il suo monogramma “JHS” che la liturgia celebra oggi. S. Bernardino scrive: “Il nome di Gesù è luce, cibo, medicina. Esso illumina quando lo si rende noto; nutre quando vi si pensa in segreto; e quando lo si invoca nella tribolazione, procura la dolcezza e l’unzione”
Noi cosa diremmo di Gesù, partendo dalla nostra esperienza spirituale?