Conservo nel cuore le tue parole mostrami il tuo volere. Tempo Ordinario

3 Giugno 2023 Off Di Don Savino D'Amelio

I Lettura Sir.51,17-27
Ti loderò e ti canterò, e benedirò il nome del Signore. Quand’ero ancora giovane, prima di andare errando, ricercai assiduamente la sapienza nella mia preghiera. Davanti al tempio ho pregato per essa, e sino alla fine la ricercherò. Del suo fiorire, come uva vicina a maturare, il mio cuore si rallegrò. Il mio piede s’incamminò per la via retta, fin da giovane ho seguìto la sua traccia. Chinai un poco l’orecchio, l’accolsi e vi trovai per me un insegnamento abbondante.

Vangelo Mc.11,27-33
Gesù e i suoi discepoli andarono di nuovo a Gerusalemme. E, mentre egli camminava nel tempio, vennero da lui i capi dei sacerdoti, gli scribi e gli anziani e gli dissero: «Con quale autorità fai queste cose? O chi ti ha dato l’autorità di farle?». Ma Gesù disse loro: «Vi farò una sola domanda. Se mi rispondete, vi dirò con quale autorità faccio questo. Il battesimo di Giovanni veniva dal cielo o dagli uomini? Rispondetemi». Essi discutevano fra loro dicendo: «Se diciamo: “Dal cielo”, risponderà: “Perché allora non gli avete creduto?”. Diciamo dunque: “Dagli uomini”?». Ma temevano la folla, perché tutti ritenevano che Giovanni fosse veramente un profeta. Rispondendo a Gesù dissero: «Non lo sappiamo». E Gesù disse loro: «Neanche io vi dico con quale autorità faccio queste cose».

“Non c’è peggior sordo…non c’è peggior cieco di chi non vuol sentire né vedere”; non basta guarire i malati, liberare gli oppressi, scacciare i demoni, non basta parlare in nome di Dio è attualizzare le profezie…l’uomo diffidente non vede, non vuol vedere in Gesù l’uomo che salva, l’Inviato, la novità bella del lieto annuncio, anzi avvertono una minaccia di destabilizzazione; la parola di Gesù, riconosciuta come autorevole “questi è uno che parla con autorità, non come gli scribi e i farisei”. E Gesù non risponde ma pone a sua volta una domanda che inchioda gli avversari: non si tratta di non sapere, ma di non volersi compromettere. Quando vogliamo sfuggire alle nostre responsabilità di vita religiosa ma anche sociale, umana, Gesù ci pone delle domande che richiedono delle risposte dalle quali non possiamo fuggire se non vogliamo autocondannarci